Fattori di rischio

Fattori di rischio Cardiovascolare


Esistono poi fattori “modificabili” che possono cioè essere reversibili: infatti modificando i nostri comportamenti possiamo ridurli o eliminarli, così da prevenire le malattie cardiovascolari.
Possiamo decidere di smettere di fumare, possiamo controllare il nostro peso, la nostra pressione arteriosa, la colesterolemia, l’eventuale condizione di diabete etc. Ognuno di questi fattori contribuisce ad aumentare il rischio cardiovascolare. Quindi, una persona che presenta contemporaneamente più di un fattore di rischio ha una probabilità maggiore di sviluppare una malattia cardiocircolatoria che è più elevata della semplice somma dei singoli fattori di rischio.

Pertanto nella valutazione del proprio rischio cardiovascolare si dovrà tenere presente, non solo il livello di un singolo fattore di rischio (colesterolo o pressione arteriosa), ma anche la concomitanza di più fattori. Ad esempio: un soggetto con un valore non particolarmente elevato di colesterolo, quindi di per sé non preoccupante, potrebbe invece avere un rischio cardiovascolare se fosse un fumatore ed avesse anche un valore di pressione più alto della norma. Purtroppo i fattori di rischio sono frequentemente compresenti, anche perché solitamente sono correlati tra loro: le cattive abitudini alimentari, ad esempio, contribuiscono al sovrappeso, quindi all’aumento del colesterolo, dei trigliceridi, all’ipertensione, al diabete e così via.

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Colesterolemia


Il colesterolo è una sostanza fondamentale per l’organismo ed è presente nella formazione di tutte le cellule di organi e tessuti. Prodotto in gran parte dal fegato ma può anche essere introdotto con l’alimentazione. Viene trasportato dal fegato alle varie cellule attraverso il sangue, grazie all’aiuto di alcune sostanze (lipoproteine) dette LDL che però, se dovessero aumentare, tendono a depositarsi nelle pareti dei vasi sanguigni dove possono formare delle vere e proprie placche capaci di ostruire il flusso sanguigno.
Se, a seguito di questi ostacoli alla circolazione (per fenomeni trombotici se la placca dovesse chiudere il lume di un’arteria o di embolia se un pezzetto di placca si staccasse andando a creare un’ostruzione a distanza), il cuore, il cervello e gli altri organi non ricevano un adeguato apporto di ossigeno si possono verificare danni molto gravi tra cui infarto e ictus.

È importante quindi che il colesterolo non raggiunga mai livelli troppo elevati (ipercolesterolemia).

I valori desiderabili di colesterolo sono:

  • colesterolo totale fino a 200 mg/dl;
  • colesterolo “cattivo” (LDL) fino a 100 mg/dl;
  • colesterolo “buono” (HDL) non inferiore a 50 mg/dl.
I valori di HDL non devono mai scendere al di sotto del valore indicato poiché queste sostanze svolgono un’importante azione cardio-protettiva: rimuovono il colesterolo in eccesso dai tessuti.
I livelli ematici di colesterolo possono essere misurati facilmente con l’esame del sangue. Per calcolare la quantità di colesterolo “cattivo” bisogna sottrarre al valore del colesterolo totale il valore del colesterolo-HDL ed ancora un quinto del valore dei trigliceridi.

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Trigliceridemia


I trigliceridi sono un'altra forma di grasso presente nel sangue, che sono anche un’importante fonte di energia per l’organismo. Quando con la dieta introduciamo troppi grassi, carboidrati (zucchero, pane e pasta) o alcol, i livelli ematici di trigliceridi aumentano.

E anche se non favoriscono direttamente la formazione delle placche aterosclerotiche, elevati valori di trigliceridi spesso sono associati a elevati valori di colesterolo-LDL e a bassi livelli di colesterolo-HDL, e ad altre malattie associate, come diabete e obesità. Per questo è importante mantenere i trigliceridi a valori “desiderabili”, ovvero inferiori a 150 mg/dl.

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Sedentarietà


Uno stile di vita sedentario aumenta il rischio di sviluppare non solo una malattia cardiovascolare, ma anche il diabete, l'osteoporosi ed alcuni tipi di tumori.

L’attività fisica è utile per irrobustire il cuore, allenandolo alla fatica, e per diminuire il proprio livello di rischio, in quanto aiuta a ridurre l’eccesso di peso, la pressione arteriosa ed il colesterolo del sangue. Inoltre un’attività fisica costante stimola la produzione del colesterolo “buono” (HDL), fa diminuire la voglia di fumare e riduce lo stress.

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