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Infarto: cos'è e come riconoscerlo

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Con il termine infarto si fa riferimento ad una condizione di insufficiente ossigenazione del muscolo miocardico, con conseguente perdita della funzione cardiaca di pompa.

Nella stragrande maggioranza dei casi, l’ischemia miocardica è da riferirsi alla presenza di placche aterosclerotiche a livello delle coronarie, vasi arteriosi che garantiscono il trofismo cardiaco, che riducono la sezione del vaso limitando il flusso sanguigno verso il cuore. 

Cause meno comuni possono essere anomalie del battito come le aritmie e spasmi coronarici dovuti ad effetti vasocostrittori da sostanze sia endogene (ammine vasoattive) che esogene (cocaina). 

La formazione delle placche riconosce una patogenesi multifattoriale, in cui coesistono fattori genetici non modificabili e fattori ambientali modificabili

Tra i fattori modificabili assume un’importanza di rilievo lo stile di vita,  soprattutto in termini di abitudini alimentari, abitudine al fumo di sigaretta e attività fisica. 

In particolare soggetti con alto livello di colesterolo LDL, fumatori e con stile di vita sedentario sono molto più predisposti all’insorgenza di ictus o infarti rispetto ad individui in cui sono assenti questi fattori di rischio. 

Nel caso di un infarto, particolarmente importante è il “tempo di intervento”. Prima si riconoscono i segni, prima si viene soccorsi, maggiore sarà la possibilità di salvarsi la vita ed evitare sequele invalidanti. Tuttavia spesso, un infarto può anche sopravvenire in modo subdolo senza dare segno di se e presentarsi con morte improvvisa; 

Ma quando sintomatico, come facciamo a riconoscerlo? 

Intanto, è tipica dell’infarto la sintomatologia anginosa, un dolore retrosternale che viene riferito come costrittivo dal paziente e insorge anche a riposo per oltre venti minuti senza regredire spontaneamente. Questo dolore può irradiarsi fino agli arti, soprattutto braccio sinistro, allo stomaco, alla mandibola e può accompagnarsi a sudorazione fredda, crisi d’ansia, nausea, vomito, vertigini e senso di debolezza. 

Infine, è fondamentale sottolineare come si necessiti di un intervento tempestivo per salvare la vita di un soggetto con una crisi anginosa in corso, vanno subito chiamati i soccorsi che tratteranno già il paziente in ambulanza nel tragitto verso l’ospedale. 

 

Simone Bongiorno
Author: Simone BongiornoEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Informazioni sull'autore
Simone Bongiorno, studente di medicina al quinto anno all'università di Catania. Da sempre coltivo la passione per la scrittura, interesse che ho potuto conciliare con l'amore per la medicina, attraverso il progetto "Proteggi il tuo cuore". Credo realmente che la prima medicina sia la prevenzione, per questo motivo ho voluto abbracciare questo progetto, al fine di potere divulgare le abitudini principe di uno stile di vita salutare, fondamentale per la prevenzione delle patologie cardiovascolari.
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